Archivio degli autori Mirko Lamonaca

DiMirko Lamonaca

Fontana e quelli di Franco Fontana / Finissage – Domenica 20 novembre 2016 – 15:00

Mostre di Fotografia a Milano – Franco Fontana con 31 fotografi a Spazio Tadini. Inaugura il 22 ottobre, e dura fino al 20 novembre 2016, la mostra Franco Fontana & Quelli di Franco Fontana, a cura di Federicapaola Capecchi e Mosé Franchi. Un’esposizione di 100 fotografie, un’avventura tra paesaggi urbani e rurali – e non solo –, presi per mano dalla luce e dal colore, un cammino tra prospettive, luci e paesaggi, orizzonti naturalistici ma soprattutto intimi e personali, che occuperà tutta la Casa Museo Spazio Tadini: nel Salone principale Fontana, nelle altre sale un gruppo eterogeneo ma comunicante di 31 fotografi che hanno studiato col Maestro – “Quelli di Franco Fontana” -: Denis Almar, Dario Apostoli, Lisa Bernardini, Marzia Braulin, Luca Brezigor, Francesco Bucchianeri, Francesco Corbetta, Fausto Corsini, Carolina Cuneo, Massimo De Gennaro, Roberto Del Bianco, Francesca Della Toffola, Silvia Dominici, Laura Fabbri, Mauro Faletti, Valentina Fioravanti, Tea Giobbo, Paolo Guidotti, Mirko Lamonaca, Marco La Vista, Maestroni, Giuliana Mariniello, Elena Melloni, Alex Mezzenga, Roberto Mirulla, Matilde Montanari, Paola Musumeci, Michela Petti, Andrea Razzoli, Arianna Rossi, Andrea Simone Sarchi, Franco Sortini, Roberto Tibuzzi.

Franco Fontana

Franco Fontana, Storie di Terra, Moma, New York

Il Maestro Fontana sarà presente all’inaugurazione, ed è lui stesso ad aver scelto i fotografi che esporranno insieme a lui dando vita ad un vero e proprio viaggio fotografico. Selezionati dopo aver partecipato ai suoi seminari in giro per il Mondo come: Tokyo, Roma, Milano, New York, Bruxelles, Taipei, Toronto, Amsterdam, Barcellona, Parigi.

L’ idea madre di questa Mostra è di organizzare un “viaggio” insieme al Maestro Fontana prima che un evento fotografico. Conoscere da vicino Franco Fontana è un raro privilegio. Si potranno ammirare le opere di questo “Maestro del colore”, e di coloro che ne stanno seguendo le orme.

“La foto non deve documentare la realtà, ma interpretarla. La realtà ce l’abbiamo tutti intorno, ma è chi fa la foto che decide cosa vuole esprimere. La realtà è un po’ come un blocco di marmo. Ci puoi tirar fuori un posacenere o la Pietà di Michelangelo.” Franco Fontana

Riconosciuto come uno dei fotografi più “pittorici”, Franco Fontana vive la fotografia in modo totale, spaziando tra vari generi fotografici: paesaggio, reportage, nudo, pubblicità, moda, fine art. In ognuno di essi fa della fotografia mezzo di espressione artistica e dichiara manifestamente l’importanza e la difficoltà al tempo stesso del colore, che va interpretato, che obbliga ad avere controllo e padronanza dei toni come dell’equilibrio cromatico, come delle forme. L’esposizione attraversa la sua ricerca fotografica ed è un’esplorazione della sua originale interpretazione del paesaggio, sia esso rurale o urbano e un continuo confine tra rappresentazione e astrazione, della sua abilità compositiva. E’ un percorso in una dimensione dove l’uomo sembra spesso un’ombra, i corpi e gli oggetti quasi inconsistenti, come fossero scatti che cancellano per sottolineare. Una mostra che è un viaggio nella sintesi delle cose, dove le fotografie esprimono e interpretano ciò che è dinanzi.

Nelle sale al piano inferiore il cammino prosegue con “Quelli di Franco Fontana”, 31 fotografi che seguono l’importanza dell’esprimere anziché dell’illustrare. Le loro fotografie sono un’ulteriore indagine della luce e del colore. Nessuno di loro ha cercato la ripetibilità di uno stile. Perché uno degli insegnamenti più importanti ricevuti dal Maestro è stato proprio quello di essere sé stessi, l’irripetibilità di uno stile, l’importanza che il lavoro sia autentico, assolutamente personale, funzioni e si sostenga solamente, come si dice in filosofia. Ognuno di loro è in mostra con la propria personalità, la propria esperienza fotografica, la propria onestà individuale, fotografica e artistica. Così, citando solo alcuni dei fotografi presenti, Dario Apostoli espone il suo progetto Morfeo, dalle Metamorfosi di Ovidio; Lisa Bernardini propone tre foto tratte dalla serie “Sguardo su Wonderland“, e tre tratte dalla serie “Prospettiva behind“; Francesco Bucchianeri, espone il lavoro “Fabbriche”. “Behind a Little House” è il lavoro di Manuel Consentino, “Visionaria” e “Attesa” i 2 lavori di Fausto Corsini, “Accerchiati Incanti” il progetto di Francesca Della Toffola; “Acquae Mundi” è la serie di scatti di Silvia Domenici. “Inseguendo la luce” di Alex Mezzenga, è progetto vincitore del Premio della Giuria al ToscanaFotoFestival 2014, “Notturni” è il lavoro di Roberto Mirulla. Alessio Necchi espone “Prospettive a posteriori”, Elena Melloni, “L’ufficio provvisorio”; Fabrizio Fontanelli è in mostra con “Talking hands”, Michela Petti con “Luce”, e Roberto Salgo con “Liquidi Confini”.

Franco Fontana & Quelli di Franco Fontana

è una mostra caratterizzata da un mix perfetto ed equilibrato di emozione, ricerca di colore ed originalità; visioni poliedriche ed appassionate che hanno tuttavia un filo conduttore a legarle: il cambiamento dei propri orizzonti dopo l’incontro-scontro con il Maestro modenese.franco-fontana

DiMirko Lamonaca

Incontro con l’autore – Berengo Gardin – Mercoledì 23 Novembre 2016 – 19:30

Spazio Tadini

Via Niccolò Jommelli 24, 20131 Milano, Italia

Da mercoledì 26 ottobre 2016 a Spazio Tadini si svolgeranno una serie di appuntamenti con la fotografia e gli autori – con protagonista Mosè Franchi – articolati in più sezioni: Incontro con l’autoreGuardati e GuardantiOggi vado a fotografareLa mia mostraIl mio portfolioPiccolo manuale di fotografia. Vi saranno poi, da febbraio 2017 anche una serie di eventi formativi.

La prima sezione a partire è Incontro con l’autore. In ognuna delle serate – che si svolgeranno sempre il mercoledì fino al 31 gennaio 2017 – Federicapaola Capecchi introdurrà l’autore, modererà l’incontro e con Mosé Franchi, direttore della rivista Image Mag, intervisteranno alcuni dei più grandi fotografi italiani tra cui, solo per citarne alcuni, sono già in calendario Gianni Berengo Gardin, Francesco Cito, Piero Gemelli.

GIANNI BERENGO GARDIN è uno dei più grandi fotografi del nostro tempo.

Si occupa di fotografia dal 1954. Fino al 1965 lavora per “il Mondo” di Pannunzio. Negli anni collabora con le maggiori testate nazionali e internazionali (Domus, Epoca, L’Espresso, Time, Stern, Harper’s Bazaar, Vogue, Du, Le Figaro ecc.) Il suo modo caratteristico di fotografare, il suo occhio attento al mondo e alle diverse realtà, dall’architettura al paesaggio, alla vita quotidiana, gli hanno decretato il successo internazionale e lo rendono un fotografo molto richiesto anche nel mercato della comunicazione d’immagine.

Molte delle più incisive fotografie pubblicitarie utilizzate negli ultimi cinquant’anni provengono dal suo archivio. Procter&Gamble e Olivetti più volte hanno usato le sue foto per promuovere la loro immagine.

Berengo Gardin ha esposto le sue foto in centinaia di mostre che hanno celebrato il suo lavoro e la sua creatività in diverse parti del mondo: il Museum of Modern Art di New York, la George Eastman House di Rochester, la Biblioteca Nazionale di Parigi, gli Incontri Internazionali di Arles, il Mois de la Photo di Parigi, le gallerie FNAC.

Nel 1991 una sua importante retrospettiva è stata ospitata dal Museo dell’Elysée a Lausanne e nel 1994 le sue foto sono state incluse nella mostra dedicata all’Arte Italiana al Guggenheim Museum di New York.

Nel 2008 a New York ha ricevuto il “Lucie Award” (considerato il nobel della fotografia) e nel 2009 ha ottenuto la Laurea Honoris Causa all’Università di Milano.

DiMirko Lamonaca

Ma.Co.F. – domenica 18 dicembre 2016 – ore 14:00 – 19:30

Via Moretto 78
25121 Brescia

Telefono
345 544 7029

E-mail
info@macof.it

Orari

Da giovedì a domenica, 14:00 – 19:30

Un luogo di conoscenza, riflessione, ricerca sulla fotografia italiana, sulla sua storia e i suoi protagonisti, sulla sua identità.

Uno spazio aperto alla discussione sul linguaggio visivo, sulle tendenze che caratterizzano oggi la fotografia italiana e sulle sue prospettive future.

Questo è il Macof – Centro della fotografia italiana, nato nel maggio 2016, nell’importante sede del palazzo barocco Martinengo Colleoni nel centro di Brescia, dalla progettualità di Renato Corsini, che ne è il direttore artistico, con la collaborazione di Gianni Berengo Gardin e Uliano Lucas, indiscussi protagonisti della fotografia italiana, e delle storiche della fotografia Tatiana Agliani e Giovanna Bertelli.

La collezione permanente

Asse portante del Centro è una mostra permanente che ricostruisce la storia della fotografia italiana del secondo Novecento.

Un viaggio nelle “icone” della fotografia italiana e nelle storie dei suoi maggiori protagonisti, ma anche un percorso ragionato nell’evoluzione, negli interessi e nelle scelte estetiche e culturali della fotografia italiana.

250 immagini di 48 autori, che spaziano dalla fotografia documentaria e giornalistica a quella di moda, dal ritratto alla fotografia di ricerca, dalla pubblicità alla fotografia di paesaggio e raccontano la ricchezza di stili e di personalità della fotografia italiana.

Mostra permanente

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Le attività

Intorno a questa collezione e all’ampiezza di suggestioni che offre si sviluppa l’attività del Macof, che si dipana in più direzioni

  • mostre temporanee su aspetti, momenti, autori, della storia della fotografia italiana
  • incontri con i fotografi
  • dibattiti, conferenze e seminari
  • rassegne cinematografiche sulla fotografia
  • attività didattiche e di formazione

L’obiettivo è quello di proporre percorsi di racconto e di ragionamento sulla fotografia, seguendo le molteplici possibilità di lettura che essa offre – come fonte storica, linguaggio, forma d’arte, specchio del vissuto collettivo – in un intreccio costante tra il lavoro di studio e di divulgazione sulla memoria e la riflessione critica sullo statuto ontologico dell’immagine fotografica e sul suo futuro in un Terzo millennio segnato dall’epocale passaggio dalla fisicità della fotografia analogica alla virtualità di quella digitale.

Il palazzo

Eretto nella prima metà del Settecento su progetto dell’architetto bolognese Alfonso Torreggiani per volere della famiglia Martinengo Colleoni di Malapaga, il palazzo, oggi di proprietà comunale, è un importante esempio del barocchetto bresciano.

Sorge nel centro della città, all’angolo fra via Moretto e via Cavour, in una zona ricca di musei e di offerte culturali. Fino al 2009 è stato sede del tribunale e, restaurato nel 2015, ospita oggi il laboratorio teatrale della Fondazione Idra, l’Urban Center, che offre informazioni sui progetti di riqualificazione urbana di Brescia, e l’associazione dei giovani artigiani.

Al piano “nobile” il Macof anima le sale affrescate del palazzo di racconti e progetti sulla fotografia.