Inaugurazione mostra “Kairòs, Chrònos, Aiòn – Il senso del tempo”

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Inaugurazione mostra “Kairòs, Chrònos, Aiòn – Il senso del tempo”

Kairòs, Chrònos, Aiòn – Il senso del tempo

Mostra fotografica di Fabrizio Maestroni, Alessandro Angeli e Mirko Lamonaca

a cura di Rossana Mapelli

 

Spazio Greppi – Piazza Caduti 6 Luglio 1944, Dalmine BG

Inaugurazione: sabato 28 ottobre 2017 ore 18:30

Orari di apertura:

28-29 ottobre: 10:00-12:00 / 16:00-21:00

1-4-5 novembre: 10:00-12:00 / 16:00-21:00

2 novembre: 20:00-22:00

 

Il tempo: una linea orizzontale continua, che si snoda inesorabile dalla culla alla bara, esprimibile quasi in centimetri di ricordi, di rimpianti, di soddisfazioni e piaceri, resoconto di ragioneria statistica. La qualità del tempo, invece, spesso ci sfugge. Generalmente l’ignoriamo del tutto, ci è quasi diventata indifferente. Se la volessimo esprimere, non sapremmo e non potremmo neppure farlo. Non ne abbiamo i termini, le parole adatte. Dovremmo ricorrere a giri di parole complicati. Povertà delle lingue moderne?  Forse.  Ma la qualità del tempo con quale criterio, con quale parola o unità di misura possiamo definirla, riconoscerla?

Nella Grecia antica, ad esempio, ci sono tre figure che rappresentano il tempo:

Kairòs

In greco significa momento opportuno. L’istante, un singolo, infinitesimo punto lungo la linea infinita del tempo. Kairòs è una parola che intende il momento fra, cioè quel determinato periodo di tempo in cui qualcosa che cambierà lo stato attuale delle cose sta accadendo. Quell’istante in cui si apre una nuova porta e si deve avere la forza di attraversarla. Da notare che su una delle colonne di Delfi, i sette sapienti avevano fatto incidere la massima Gnoti Kairon, riconosci il momento giusto.

Chrònos

l tempo come successione di istanti, di ore, di giorni. Il movimento continuo lungo la linea del tempo. Il tempo che rovina e distrugge, Chrònos divinità terribile e potentissima. Il trascorrere del tempo, trova una identificazione perfetta nel concetto profondo del Wabi-sabi giapponese. Wabi-sabi è la bellezza delle cose imperfette, temporanee e incompiute. E’ la bellezza delle cose umili e modeste. Tutte le cose sono temporanee, tutte le immagini svaniranno, l’ordine cosmico farà il suo corso. Il concetto deriva dal Buddhismo: l’esistenza è fondata sulla impermanenza, niente  dura per sempre, niente è finito in sè e niente è perfetto. Ma proprio perché tutto è così effimero che è anche così prezioso.

Aiòn

Il tempo come eternità, il tempo come cerchio, come sempre essente, distinto dal tempo Chrònos e dal tempo Kairòs. Presente nelle fonti antiche, letterarie e iconografiche, come un fanciullo o un ragazzo con il cerchio dello zodiaco (o un serpente) avvolto intorno al corpo. Eraclito scrive: Aiòn è un bambino che gioca con le tessere di una scacchiera: di un bambino è il regno del mondo.

 

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